IL CRISANTEMO, FIORE DEL RICORDO E SIMBOLO DI LUNGA VITA: PERCHÉ CAMBIA SIGNIFICATO NEL MONDO.

 

In Italia accompagna la commemorazione dei defunti; in Cina e in Giappone richiama anche la longevità, la bellezza e la nobiltà. La spiegazione sta nella storia delle tradizioni.

In questi giorni i crisantemi riempiono i cimiteri di colori: bianchi, gialli, rosa e viola diventano un omaggio alle persone care. Per molti italiani sono quasi inseparabili dal ricordo dei defunti. Eppure, in altre culture, lo stesso fiore esprime auguri di salute e lunga vita.

Come può una pianta assumere significati così diversi? Perché il linguaggio dei fiori nasce dalle abitudini e dalla storia dei popoli.

In Italia, un fiore che arriva al momento del ricordo

Il legame con la commemorazione dei defunti ha anzitutto una ragione stagionale: molte varietà di crisantemo fioriscono in autunno, proprio nel periodo di Ognissanti e del 2 novembre. La disponibilità di fioriture abbondanti e la loro durata hanno favorito il loro impiego sulle tombe; la consuetudine, ripetuta nel tempo, ha consolidato l’associazione con il lutto e la memoria. 

Non è però un significato comune a tutto l’Occidente: il rapporto con la morte è particolarmente forte in alcuni Paesi europei, mentre altrove il crisantemo viene apprezzato anche come normale fiore ornamentale. 

In Asia, la bellezza che resiste all’autunno

Nella tradizione cinese il crisantemo è associato alla longevità e alla nobiltà d’animo. Appartiene ai “Quattro gentiluomini” della pittura tradizionale, insieme a pruno, orchidea e bambù: piante alle quali si attribuiscono qualità morali. Fiorire mentre la stagione si avvicina al freddo lo rende un’immagine di dignità e resistenza. 

In Giappone, dove è chiamato kiku, richiama la lunga vita e il prestigio ed è legato alla Casa imperiale. La festa del crisantemo, tradizionalmente celebrata il 9 settembre, esprime auspici di salute e longevità. 

Una distinzione che non è assoluta

Dire che “in Europa significa morte e in Asia significa gioia” sarebbe comunque troppo semplice. Anche in Giappone il crisantemo viene impiegato nelle offerte religiose e nei riti funebri: il suo significato dipende dal contesto, dal colore e dalle usanze locali.

Il crisantemo racconta quindi sentimenti diversi, ma vicini: il rispetto per chi non c’è più, l’augurio di una vita lunga e l’ammirazione per una bellezza capace di durare. Sulle tombe dei nostri cari non porta soltanto tristezza: diventa anche un gesto di affetto e di gratitudine.

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