DON ANTONIO CHICHIERCHIA, UNA VITA DI SACERDOZIO NELLA STORIA DI CAIAZZO .

 

Dall’ordinazione del 1959 al lungo servizio nella comunità caiatina, fino all’impegno a Ruviano e alla valorizzazione della memoria di Fra Pacifico.

Raccontare la figura di don Antonio Chichierchia, questa la grafia del cognome riportata dalle fonti diocesane, significa ripercorrere una parte importante della storia religiosa di Caiazzo. Originario della città, vi ha svolto il ministero di parroco per oltre cinquant’anni: un arco di tempo che lega il suo percorso sacerdotale a quello di più generazioni di fedeli. 

La sua ordinazione risale al 19 luglio 1959, quando, nella Cattedrale di Caiazzo dedicata alla Vergine Assunta, ricevette il sacramento dell’Ordine dalle mani del vescovo Nicola Di Girolamo. Aveva ventisette anni. Nel luglio 2019, in occasione del sessantesimo anniversario, la testata diocesana Clarus ricordava quella promessa e la continuità del suo impegno nella Chiesa locale. 

Un servizio così lungo attraversa inevitabilmente i cambiamenti di una comunità. Dagli anni del dopoguerra ai decenni delle trasformazioni sociali, il ruolo della parrocchia e il rapporto delle persone con la fede sono mutati profondamente. La storia di don Antonio si colloca dentro questo cammino: quella di un sacerdote rimasto legato alla propria città, chiamato a confrontarsi con esigenze e sensibilità diverse nel corso degli anni.

Dopo il lungo ministero caiatino, il suo percorso è proseguito nella parrocchia di San Leone Magno a Ruviano. Una testimonianza pubblicata dalla Diocesi nel 2021 lo descriveva mentre raggiungeva quotidianamente la comunità da Caiazzo. Nel luglio 2020, proprio a Ruviano, aveva celebrato il sessantunesimo anniversario di sacerdozio insieme a fedeli, amici e familiari. 

A spiegare il suo modo di intendere il ministero sono anche le riflessioni affidate alla comunicazione diocesana. Don Antonio richiamava l’attenzione sull’importanza del rispetto reciproco tra sacerdoti, del confronto e dell’aiuto reciproco. Indicava nella preghiera condivisa un fondamento della comunione e nella disponibilità verso gli altri una responsabilità concreta del pastore. Le parole da lui scelte — «disponibilità, umanità, benevolenza, sorrisi» — restituiscono con semplicità questa visione del servizio. 

Un altro capitolo significativo riguarda Fra Pacifico, il francescano originario di Caiazzo la cui memoria è custodita nella Concattedrale. Don Antonio è indicato da Clarus come fondatore dell’associazione nata nel 2019 per mantenerne viva la devozione e sostenere gli approfondimenti necessari al percorso verso una possibile beatificazione. Nell’aprile 2026 era inoltre annunciata una celebrazione da lui presieduta nell’ambito delle commemorazioni del frate. 

Questo impegno mostra come il servizio religioso possa comprendere anche la custodia della memoria locale: raccogliere testimonianze, trasmettere la tradizione e aiutare i più giovani a conoscere le figure della storia della propria città.

La vicenda di don Antonio Chichierchia trova dunque il suo significato nella durata di un legame: quello tra un sacerdote, la sua vocazione e il territorio nel quale l’ha esercitata. Ripercorrerne la storia significa riconoscere il posto che il suo lungo ministero occupa nella vita religiosa di Caiazzo e delle comunità vicine.

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