Feste, sagre, pizzonte, appuntamenti, musica e serate da trascorrere insieme. Un calendario ricco, che porta movimento e allegria e che certamente rappresenta anche un'occasione per ritrovarsi e valorizzare le tradizioni locali.
Ma, come spesso accade nei piccoli paesi, accanto al divertimento arrivano anche le domande.
Perché un paese vive certamente di feste, ma vive soprattutto di quotidianità.
E così, tra una manifestazione e l'altra, ci si ritrova a fare i conti anche con il maltempo, che qualche volta sembra voler diventare l'ospite fisso delle iniziative all'aperto.
La battuta viene quasi spontanea: a Piana si organizza la festa e il cielo organizza il resto.
Il problema, naturalmente, non sono le feste.
Le feste servono. Servono alla socialità, alle associazioni, ai commercianti, alle famiglie e soprattutto a mantenere vivo un paese. In un piccolo centro, un evento può diventare un momento importante di aggregazione e di promozione del territorio.
Il punto è un altro.
Un paese non può vivere soltanto di eventi.
Servono anche manutenzione, servizi, attenzione alle periferie, decoro urbano, spazi per i giovani, sostegno alle attività economiche e una programmazione capace di guardare oltre il prossimo fine settimana.
Perché dopo la pizzonta arriva il lunedì.
Dopo la musica torna il silenzio.
Dopo le luci della festa rimangono le strade, le piazze e la vita quotidiana.
E allora forse il vero “Paese dei Balocchi” sarebbe quello capace di mettere insieme feste e servizi, divertimento e programmazione, tradizione e futuro.
A Piana di Monte Verna la voglia di stare insieme non manca.
E questo è un patrimonio.
Ora sarebbe bello che, oltre ai festini, si continuasse a costruire anche un paese nel quale sia piacevole vivere tutti i giorni dell'anno.
Perché una festa dura una sera.
Un paese, invece, deve durare tutta la vita.
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