PENSIONATO PIANESE VITTIMA DI UNA RICHIESTA INPS DA 10.000 EURO: IL GIUDICE DEL LAVORO GLI DÀ RAGIONE

 


Una storia a lieto fine che tutela i diritti dei cittadini e dei pensionati, da sempre considerati la parte più debole nel rapporto con i giganti della burocrazia statale.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione Lavoro, attraverso la sentenza a firma del giudice Stefanelli, ha accolto pienamente il ricorso di un pensionato di Piana di Monte Verna, annullando una richiesta di restituzione di quasi 10.000 euro pervenuta dall'INPS per presunti importi di pensione INCIV erogati in eccesso.

I fatti: la richiesta dell'Istituto e l'assenza di responsabilità

L'INPS aveva recapitato al cittadino pianese una maxi-richiesta di rimborso per somme che l'Istituto stesso riteneva non dovute. Anzi, l'Ente previdenziale aveva già iniziato ad effettuare trattenute mensili sulla pensione dell'uomo per recuperare gradualmente l'importo.

Di fronte a questa situazione, il pensionato si è affidato al legale Giuseppe Morelli per far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria, dimostrando che l'eventuale errore di calcolo o di erogazione era da imputarsi esclusivamente all'INPS, senza che vi fosse stata alcuna condotta scorretta, omissione o induzione all'errore da parte del cittadino.

Il principio di diritto: la tutela della "parte debole"

La decisione del Giudice Stefanelli riafferma un principio giurisprudenziale di fondamentale importanza sociale:

Buona fede del cittadino: Quando l'INPS commette un errore di erogazione in modo autonomo e il pensionato incassa le somme in totale buona fede spendendole per il proprio sostentamento quotidiano, tali somme non devono essere restituite.

Nessun addebito al pensionato: Il pensionato, in quanto parte debole del rapporto, non può subire le conseguenze economiche di sviste o disfunzioni interne della burocrazia.

La sentenza: vittoria totale e restituzione delle somme trattenute

La pronuncia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stata netta e priva di sbavature:

Annullamento della pretesa dell'INPS: Il pensionato pianese non dovrà versare nemmeno un euro dei circa 10.000 euro richiesti.

Restituzione del tolto: L'INPS è stato condannato a restituire immediatamente tutte le somme che aveva già iniziato a trattenere indebitamente sulla pensione dell'uomo.

Condanna alle spese: L'Ente previdenziale dovrà inoltre farsi carico del pagamento delle spese legali del giudizio.

Una vittoria per le categorie più deboli i PENSIONATI

L'esito di questo contenzioso rappresenta un segnale di speranza e di giustizia per tutti i cittadini italiani e in particolar modo i poveri PENSIONATI. Dimostra che, di fronte a pretese ingiuste o a errori della burocrazia, difendere i propri diritti con il supporto di professionisti qualificati, come l’Avv. Morelli, è la strada giusta da percorrere.

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