Tra la luce
della manovra offensiva e le ombre delle amnesie arretrate, la gara di ieri
offre spunti chiaroscuri su cui mister Allegri dovrà lavorare duramente.
Le Gioie:
personalità, trama fluida e peso offensivo
Per lunghi
tratti della partita, il Napoli ha mostrato il volto migliore del suo
repertorio. Andare a Milano con il piglio di chi vuole fare la partita non era
banale, e le note liete non sono mancate:
Pressione e
ritmo iniziale: Un
approccio aggressivo che ha sorpreso l'Inter, spezzando le fonti di gioco
nerazzurre e conquistando il pallino del pallino del gioco nei primi quaranta
minuti.
Cinismo
sotto porta: La capacità
di capitalizzare le occasioni create, con trame di prima intenzione e una fase
d'attacco viva, fluida e sempre pericolosa negli spazi brevi.
Carattere
nei singoli: Giocate di
alta qualità individuale che hanno dimostrato come il potenziale tecnico della
rosa sia di primissimo ordine nel panorama nazionale.
I Dolori:
sbandate verticali e un reparto arretrato da registrare
A fare da
contraltare alla brillantezza dalla cintola in su, c'è stata però la fragilità
di un reparto difensivo che ha concesso troppo. Il ribaltamento firmato
dall'Inter e la stoccata finale di Lautaro hanno messo a nudo crepe strutturali
evidenti:
|
Luci (Le Gioie) |
Ombre (I Dolori) |
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Personalità a San Siro: Controllo del gioco e personalità
nei primi tempi. |
Gestione del vantaggio: Incapacità di congelare i ritmi e
sofferenza sui cross avversari. |
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Attacco pungente: Ottima intesa tra i trequartisti
e la prima punta. |
Tenuta difensiva: 5 gol subiti in due gare, troppi
per chi punta ai vertici della classifica. |
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Reazione atletica: Tenuta fisica fino al 90' nei
duelli ad alta intensità. |
Disattenzioni individuali: Calo di concentrazione sui
piazzati e nelle diagonali di copertura. |
La diagnosi
di Allegri: ritrovare il pragmatismo
L'amarezza
del mister nel post-gara riflette il sentimento dell'intero ambiente: regalare
tre gol all'Inter dopo aver mostrato di poter dominare la sfida è un lusso che
il Napoli non può permettersi. Se l'attacco produce e diverte, la fase
difensiva richiede un'immediata registrata tattica. La stagione è lunga, ma per
trasformare le "gioie" in punti pesanti occorrerà cancellare al più
presto i "dolori" dell'area di rigore.
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