Il punto di partenza è un paradosso stridente: se da un lato Caiazzo si fregia orgogliosamente del titolo di "Comune Riciclone", dall'altro lascia giacere nell'ombra opportunità concrete di risparmio fiscale e sostenibilità ambientale.
La denuncia
del Prof. Ponsillo: il caso della Delibera del 2020
Come puntualmente rilevato e fatto notare dal Prof. Ponsillo, il Comune di Caiazzo aveva tra le mani uno strumento straordinario per abbattere i costi del Servizio Rifiuti: il progetto delle compostiere di comunità (o di prossimità), sostenuto da un finanziamento mirato della Regione Campania per favorire l'auto-recupero dei rifiuti organici.
I fatti parlano chiaro e affondano le radici nella Delibera di Giunta n. 25/2020:
Dotazione assegnata: La Regione Campania ha trasferito al Comune di
Caiazzo ben due compostiere di comunità, ciascuna in grado di trattare
fino a 80 tonnellate all'anno di frazione umida.
Efficienza
tecnologica: Si tratta
di macchinari d'avanguardia che accelerano il naturale processo aerobico di
trasformazione dell'umido in fertilizzante (compost), dotati di sistemi
automatizzati di rimescolamento e filtri antiodore ad alta efficienza.
Mancata
attivazione: A distanza
di ben sei anni da quel provvedimento, non è mai stata resa nota l'area
individuata per l'installazione e la messa in funzione dei macchinari, né si
hanno notizie certe su dove siano finiti e in che stato di conservazione
versino.
Il nodo fiscale: sconti TARI mancati per le famiglie
Ciò che la presa di posizione del
Prof. Luigi Ponsillo mette sapientemente in luce non è una mera questione
tecnica, ma il risvolto economico e sociale della vicenda. Trattare 160
tonnellate complessive di frazione umida in loco significava azzerare i costi
di trasporto verso gli impianti di smaltimento esterni e, soprattutto, garantire
agli utenti una riduzione diretta sulla TARI.
"Il Comune aveva la possibilità concreta di aiutare i propri concittadini trasferendo i risparmi di gestione direttamente sulle bollette. A distanza di sei anni ci si chiede ancora dove siano finite le compostiere e perché gli impianti non funzionino. Forse si è chiesto troppo?"
L'interrogativo rilanciato dal Professore risuona come una sfida formale alla trasparenza: in un momento di forte pressione fiscale per i contribuenti, rinunciare senza spiegazioni a benefici economici già finanziati rappresenta una leggerezza che la comunità non può permettersi.
Il dovere di dare risposte alla città
L'intervento del Prof. Ponsillo dimostra ancora una volta l'importanza di una presenza critica e qualificata nel dibattito pubblico del Medio Volturno. L'ambiente e il decoro urbano non si tutelano soltanto esibendo targhe di merito, ma mettendo in funzione le infrastrutture e rendendo conto ai cittadini dei finanziamenti pubblici ricevuti.
Rinascita Pianese fa propria la sollecitazione del Professore e rimane in attesa di un chiarimento ufficiale da parte dell'Amministrazione comunale sul destino delle due compostiere e sulle tempistiche per la loro effettiva entrata in funzione.
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