Tre partite in una settimana, una vittoria e due sconfitte. Il ko contro il Venezia, arrivato alla sfida senza punti, riapre gli interrogativi sulla gestione tecnica.
Il Napoli cade ancora e questa volta la delusione pesa particolarmente. Il Venezia vince 1-0 al Penzo, grazie al gol di Adams al 49’, e conquista i suoi primi punti in campionato proprio contro gli azzurri. Per la squadra di Massimiliano Allegri è una sconfitta che rende amaro il bilancio dell’ultima settimana: il successo sul Frosinone, il ko europeo contro il Villarreal e adesso quello in laguna.
La vittoria contro il Frosinone aveva fatto sperare in una ripartenza. Le due sconfitte successive hanno però restituito l’immagine di un Napoli ancora discontinuo, incapace di dare stabilità ai propri risultati. A rendere più difficile da accettare l’ultimo passo falso è la situazione dell’avversario: il Venezia si presentava alla settima giornata con sei sconfitte e zero punti, affidandosi al nuovo allenatore Davide Nicola per cambiare strada.
Il Napoli ha avuto le occasioni per evitare la sconfitta. Il resoconto ufficiale del club ricorda il rigore parato da Stankovic a De Bruyne e gli interventi decisivi del portiere nel finale. Sono elementi che vanno riconosciuti: sarebbe scorretto descrivere una squadra rimasta completamente a guardare. Ma le opportunità create rendono ancora più evidente il problema della concretezza.
È legittimo, a questo punto, interrogarsi sulla gestione Allegri. Le responsabilità appartengono anche ai calciatori, chiamati a trasformare le occasioni e a rispondere nei momenti difficili. All’allenatore spetta però trovare un equilibrio, rendere efficaci le scelte e dare continuità alla squadra.
Dopo la partita, Allegri ha spiegato di aver ruotato alcuni uomini perché non possono giocare sempre gli stessi, richiamando la necessità di coinvolgere la rosa e reagire con il lavoro. Una spiegazione comprensibile sul piano della gestione degli impegni, che dovrà trovare conferma nelle prestazioni e nei risultati.
Un giudizio serio sulla panchina richiede lucidità. Chiedere conto delle decisioni tecniche è doveroso; presentare un eventuale cambio di allenatore come soluzione automatica sarebbe troppo semplice. La società deve valutare se esistano progressi riconoscibili, se le difficoltà vengano affrontate e se la squadra stia esprimendo quanto può offrire.
La battuta viene spontanea: Allegri di cognome, napoletani sempre meno allegri. Dietro l’ironia c’è una delusione sportiva comprensibile. Chi sostiene il Napoli può accettare una giornata storta, ma chiede di vedere una direzione e una risposta convincente.
Dopo Venezia, il tempo delle spiegazioni dovrà lasciare spazio ai fatti. La fiducia dei tifosi si recupera con una squadra più continua, capace di trasformare il proprio valore in punti.

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