MONTE CARMIGNANO, LA NOTTE CHE CAIAZZO NON PUÒ DIMENTICARE.

 

Il 13 ottobre 1943 soldati tedeschi uccisero ventidue civili nella frazione di San Giovanni e Paolo. Una ferita che appartiene alla memoria dell’intero Medio Volturno.

La sera del 13 ottobre 1943, mentre lungo il Volturno si combatteva per l’avanzata degli Alleati, a Monte Carmignano, nel territorio di Caiazzo, furono uccisi ventidue civili, tra cui donne e bambini. Persone che avevano cercato riparo dalla guerra e che divennero vittime della violenza delle truppe occupanti. 

La strage avvenne nei pressi di una masseria, nella frazione di San Giovanni e Paolo. Secondo la ricostruzione dello storico Carlo Gentile, il sottotenente Wolfgang Lehnigk-Emden, appartenente alla Wehrmacht, ritenne di aver visto segnali luminosi diretti agli americani. Il sospetto portò al prelevamento e all’uccisione di un primo gruppo di sette persone. Poco dopo, i militari tornarono alla masseria e assassinarono gli altri quindici civili. Il giorno seguente, le truppe americane giunte nella zona scoprirono l’eccidio. 

Monte Carmignano si inserisce nella più ampia violenza contro la popolazione durante la ritirata tedesca. L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia documenta numerose uccisioni nel territorio caiatino tra il 2 e il 13 ottobre 1943. Dietro queste date ci sono famiglie, case e comunità travolte da una guerra che non risparmiò chi non combatteva. 

Anche il percorso della giustizia fu lungo. Le indagini americane raccolsero testimonianze già durante il conflitto, ma soltanto molti decenni dopo si arrivò al processo italiano. Il 25 ottobre 1994, la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere condannò all’ergastolo, in contumacia, Lehnigk-Emden e Kurt Schuster per la loro responsabilità nel massacro. Una sentenza tardiva, che fissò sul piano giudiziario le responsabilità della strage. 

Ricordare oggi significa restituire alle vittime la loro dimensione umana. Ventidue persone non possono diventare soltanto una cifra pronunciata durante una cerimonia: occorre conservarne i nomi, studiarne le vicende e rendere accessibili i documenti che permettono di conoscere quanto accadde.

La memoria di Monte Carmignano riguarda Caiazzo e i paesi vicini, compresa Piana di Monte Verna. Custodirla nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi della cultura aiuta a riconoscere le conseguenze concrete della guerra sui civili e il valore della pace nella vita delle comunità.

Fonti: Atlante delle stragi naziste e fasciste, ricostruzione di Carlo Gentile.

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