La cuoca di Piana di Monte Verna presenta un piatto personale, disponibile in carta da ZEST.
«Ho preparato il MIO RISOTTO AL POMODORO, un piatto che racconta tanto di me e che trovate in carta da ZEST!». Con queste parole Amelia Falco, di Piana di Monte Verna, presenta una proposta che mette al centro il legame tra cucina e identità.
A colpire è soprattutto quel “mio”, scritto in maiuscolo. È il segno di un coinvolgimento personale: il risotto viene presentato come una preparazione attraverso cui esprimersi, condividere un gusto e rendere riconoscibile il proprio modo di cucinare.
Il pomodoro appartiene a un linguaggio gastronomico familiare, capace di evocare semplicità e convivialità. Proprio un ingrediente così conosciuto lascia spazio all’interpretazione di chi lo lavora. Nel risotto, equilibrio, consistenza e attenzione alla cottura possono trasformare una combinazione essenziale in un’esperienza precisa. Senza conoscere la ricetta, non possiamo descriverne i dettagli: è però Amelia stessa a indicare quanto questo piatto le appartenga.
La presenza in carta da ZEST permette al pubblico di incontrare questa proposta e di scoprirla attraverso l’assaggio. È lì che il racconto affidato alle parole trova la sua espressione concreta: nel piatto servito, nel profumo e nel sapore.
Per Piana di Monte Verna, raccontare Amelia Falco significa dare spazio anche alle espressioni professionali e creative dei propri compaesani. La cucina può diventare uno dei modi attraverso cui una persona porta il proprio nome e la propria sensibilità fuori dal paese, mantenendo un legame con la comunità da cui proviene.
Il suo risotto al pomodoro invita dunque a conoscere qualcosa di lei attraverso il lavoro. Un piatto scelto per raccontarsi, con la soddisfazione di poter dire: questo è il mio risotto.

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