4 OTTOBRE, SAN FRANCESCO PARLA ANCORA AL NOSTRO TEMPO.

 

Nel 2026 ricorrono ottocento anni dalla sua morte. La festa del patrono d’Italia invita a riflettere su pace, fraternità e cura del creato.

Oggi, 4 ottobre, si celebra San Francesco d’Assisi. 

Quest’anno la ricorrenza ha un significato particolare: sono passati ottocento anni dalla sua morte, avvenuta nel 1226. Ad Assisi le celebrazioni sono iniziate ieri con la memoria del Transito, il passaggio dalla vita terrena, e proseguono oggi nella Basilica dedicata al santo. Dal 2026 il 4 ottobre è anche festa nazionale, istituita con una legge entrata in vigore il 1° gennaio.

Ricordare Francesco, però, significa andare oltre la ricorrenza. La sua scelta di vivere con semplicità, vicino ai poveri e attento a ogni creatura, conserva una forza che attraversa i secoli. In un tempo segnato dalle guerre e dalle divisioni, il suo richiamo alla fraternità pone una domanda concreta: quanto spazio diamo, nelle nostre giornate, all’ascolto e alla dignità degli altri?

Anche il rapporto con la natura fa parte di questa eredità. Per Francesco il creato non era soltanto qualcosa da usare, ma una realtà da accogliere con gratitudine e custodire. È un pensiero che oggi può parlare anche a chi non condivide la sua fede, perché la cura dei luoghi in cui viviamo riguarda tutti.

La festa di San Francesco può diventare così un’occasione per guardare alla vita delle nostre comunità. Un gesto di solidarietà, l’attenzione verso chi è solo, la capacità di ricucire un rapporto difficile: la pace di cui parlava il santo comincia anche da scelte piccole e vicine. A ottocento anni dalla sua morte, è forse questo il modo più sincero di ricordarlo: lasciare che la sua storia ci spinga a fare qualcosa di buono, oggi.

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