Lungo, sinuoso e imponente, il fiume Volturno plasma l’identità, l’economia e il paesaggio di Piana di Monte Verna fin dall'antichità.
Già 2600 anni fa gli Etruschi ne temevano e veneravano la duplice natura: un corso d'acqua impetuoso come una divinità in collera, capace di devastare raccolti e centri abitati con esondazioni rimaste negli annali — come quelle del 1347 e del 1750 nella Starza — per poi placarsi improvvisamente.
In epoca romana, il territorio compreso nella centuriazione tra Caiatia, Saticula e Allifae era regolato da una fitta rete viaria e da canali di bonifica che convogliavano le acque verso il fiume; l’abbandono di queste opere nel basso Medioevo provocò l'impaludamento di vaste aree. Il fiume, tuttavia, non è mai stato solo un elemento da arginare, ma un canale commerciale di prim'ordine: una pergamena dell’archivio vescovile di Caiazzo documenta l'esistenza di antichi scali fluviali tra Piana e la confluenza con il Calore (Portu de Cruce e Portum Cimentarum), lungo i quali viaggiavano ceramiche e derrate alimentari.
Testimone di incursioni di Goti e Saraceni, teatro della celebre Battaglia del Volturno del 1860 tra garibaldini e borbonici e degli scontri bellici del 1943, il fiume ha scandito la mobilità quotidiana per secoli. Dal XIII secolo, per iniziativa del feudatario Goffredo di Dragoni, la sponda tra l’allora Piana di Caiazzo e Limatola era unita dalla storica "scafa": una chiatta guidata da una fune che traghettava viandanti, carrozze e greggi, vegliata nell'Ottocento dalla chiesetta dell'Immacolata Concezione voluta dalla famiglia De Angelis. Un passaggio oggi ereditato dal moderno "ponte della scafa".
Dalle acque in cui intere generazioni andavano a dissetarsi, fare il bucato, pescare e fare il bagno, fino al nostro presente, il Volturno resta la spina dorsale della comunità pianese. Preservarne l'alveo e l'ecosistema significa difendere uno dei principali corridoi idrografici del Mezzogiorno e custodire le radici più profonde della propria memoria collettiva.
Nessun commento:
Posta un commento