CAMBIANO I CONTATORI DELL’ACQUA A PIANA DI MONTE VERNA: SCATTA LA DIFFIDA DELL’OPPOSIZIONE. MONGILLO (PIANA VIVA): "COSTI A CARICO DEL GESTORE, AVVISO INESATTO".

 


L’operazione di sostituzione dei vecchi contatori analogici dell’acqua con i nuovi dispositivi elettronici sta accendendo il dibattito politico e amministrativo a Piana di Monte Verna. Al centro dello scontro c'è la nota emessa il 29 luglio 2026, firmata congiuntamente dal Comune di Piana di Monte Verna e dalla società ITL S.p.A., avente ad oggetto le modalità e le condizioni per il rinnovo dei misuratori d'utenza.

 Un avviso che ha subito incontrato la ferma presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione "Piana Viva", che ha depositato al protocollo dell'Ente una formale contestazione con contestuale diffida.

La contestazione di "Piana Viva": il richiamo alla delibera ARERA

 A spiegare le ragioni della battaglia legale e politica è il consigliere d'opposizione Andrea Mongillo, che punta il dito sulla correttezza delle informazioni fornite ai cittadini e sul rispetto delle normative nazionali che regolano il Servizio Idrico Integrato.

Nel mirino del gruppo "Piana Viva" c'è la conformità dell'avviso pubblico rispetto al TIMSII (Testo Integrato Misure Servizio Idrico Integrato), approvato dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) con la delibera n. 218/2016/R/idr.

"In merito alla nota del 29 luglio 2026 a firma congiunta del Comune e di ITL S.p.A., il gruppo consiliare Piana Viva ha provveduto a protocollare contestazione e diffida", dichiara il consigliere Andrea Mongillo.

 "L'articolo 6.1 del TIMSII recita testualmente: 'Il gestore è tenuto a garantire l’installazione, il buon funzionamento, la manutenzione e la verifica dei misuratori, anche laddove richiesta dall’utente finale'. Alla luce di questo quadro normativo chiaro e vincolante, appare quanto meno inesatto ed equivoco quanto riportato nell'avviso congiunto indirizzato alle famiglie pianesi."

I punti critici: chi deve pagare la sostituzione?

La questione sollevata da Mongillo e dal gruppo Piana Viva tocca un nervo scoperto per gli utenti: l'imputazione dei costi e le responsabilità operative.

Secondo la ricostruzione dell'opposizione:

Gli obblighi del gestore: La normativa di settore impone al gestore (e all'Ente di riferimento) di farsi carico della sostituzione, dell'adeguamento tecnologico e del buon funzionamento dei contatori senza scaricare impropriamente oneri e adempimenti burocratici o finanziari a carico diretto delle famiglie.

La richiesta di chiarezza: La diffida protocollata intende bloccare eventuali interpretazioni o richieste non conformi ai regolamenti ARERA, tutelando i cittadini di Piana di Monte Verna da spese non dovute o procedure difformi da quelle previste dalla legge nazionale.

Trasparenza sui servizi essenziali per la comunità

La gestione delle risorse idriche e il passaggio alle nuove tecnologie di telelettura rappresentano un passaggio fondamentale per l'efficientamento della rete. Tuttavia, come sottolineato dal gruppo "Piana Viva", il rinnovamento tecnologico non può avvenire a discapito della chiarezza e del rispetto delle regole di tutela dell'utente finale.

 Nelle prossime ore si attende la replica ufficiale dell'Amministrazione comunale e dei vertici di ITL S.p.A. per chiarire le controdeduzioni alla diffida e rassicurare la cittadinanza sulla correttezza dell'iter avviato.

 Rinascita Pianese continuerà a seguire da vicino la vicenda, garantendo spazio e voce a tutte le parti in causa nell'interesse prioritario della trasparenza e della tutela della nostra comunità.




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