CAIAZZO, LA DENUNCIA DEL PROF. LUIGI PONSILLO SULLE OPERE INCOMPIUTE: «IL CENTRO DISABILI DI PONTE DELLA VECCHIA È L’EMBLEMA DELL’INEFFICIENZA».

 

A diciassette anni dall'annuncio del 2009, la struttura costata centinaia di migliaia di euro resta abbandonata al degrado tra crolli e vandalismi. L'appello ai cittadini contro la rassegnazione.

L’annoso tema delle opere pubbliche incompiute torna al centro del dibattito cittadino a Caiazzo attraverso la dura presa di posizione del professor Luigi Ponsillo. Al centro della contestazione vi è una criticità che incide direttamente sui servizi alle fasce più fragili: il mancato completamento del centro per persone con disabilità situato in località Ponte della Vecchia, definito da Ponsillo come «il segno di un grave problema diventato ormai un carattere distintivo della nostra città: le numerose opere pubbliche rimaste incompiute ma pubblicizzate ad ogni campagna elettorale».

La vicenda affonda le sue radici nel 14 gennaio 2009, data in cui il gruppo amministrativo «Uniti per Caiazzo» presentò l'intervento con toni trionfalistici, definendolo un'iniziativa volta a «svolgere un ruolo di soggetto attivo in un contesto fondamentale per tutta la collettività caiatina» e a comprovare «l’attenzione prevalente» verso determinate realtà sociali.

A distanza di diciassette anni da quegli annunci, il bilancio tracciato dal docente è impietoso. La struttura, finanziata con diverse centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche, non ha mai assolto alla propria funzione originaria, finendo negli ultimi anni persino adibita a centro per l’apicoltura prima di essere del tutto abbandonata.

Il sopralluogo effettuato nell'area documenta una situazione di profondo degrado strutturale: controsoffittature collassate, serramenti e porte infranti, mattonelle sradicate, impianti tecnologici interamente sottratti da furti e infiltrazioni d'acqua diffuse lungo tutta la copertura dell'edificio.

«Avvicinandomi allo stabile ho percepito una profonda amarezza e un senso di rabbia», commenta Ponsillo. «Rabbia perché, dopo tanto spreco di denaro pubblico, ci si trova di fronte all’ennesima opera incompiuta dell’amministrazione. La città alla fine rimane sempre più povera di strutture funzionanti e carente di servizi alla collettività».

La riflessione si conclude con un interrogativo diretto alla cittadinanza, volto a stimolare una reazione civica contro l'assuefazione allo spreco e all'inefficienza: «Cari concittadini, mi chiedo: perché continuate a restare in silenzio?».

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