CONTATORI DELL’ACQUA, RINASCITA PIANESE: «STIAMO APPROFONDENDO LA QUESTIONE».

 

Sostituzione dei contatori dell’acqua: perché si parla di costi a carico dei cittadini, la questione economica e i soggetti coinvolti.

La voce si diffonde con insistenza tra i vicoli e le abitazioni di Piana di Monte Verna: il piano di ammodernamento della rete idrica e il passaggio ai nuovi apparecchi digitali rischierebbero di gravare direttamente sulle tasche degli utenti. 

Davanti alla prospettiva di una spesa imposta alle famiglie, Rinascita Pianese ha voluto approfondire la vicenda per capire se dietro questa scelta vi sia una reale motivazione tecnica o un calcolo economico, chiarendo quali siano le parti coinvolte nella partita.

La normativa nazionale dettata dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente stabilisce che la sostituzione periodica dei misuratori per anzianità dell'apparecchio, per malfunzionamenti ordinari o per l'adeguamento tecnologico rientra a pieno titolo negli obblighi di gestione e manutenzione della rete. 

Tali investimenti risultano già coperti dalle tariffe ordinarie che ciascun cittadino corrisponde regolarmente con il pagamento della bolletta idrica. 

L'addebito diretto di una somma straordinaria all'utente finale è previsto soltanto in circostanze eccezionali, come nel caso di danni provocati intenzionalmente o di verifiche richieste privatamente che confermino il buon funzionamento del dispositivo.

La ragione per cui a livello locale si prospetta un costo a carico dei residenti risiede in una dinamica prettamente economica che lega tre soggetti distinti: l'amministrazione con l'ente gestore, l'azienda fornitrice degli apparati e il cittadino consumatore.

Da un lato, l'ente locale o la società di gestione si trovano spesso a fare i conti con bilanci rigidi e con la necessità di reperire liquidità immediata per acquistare una fornitura consistente di apparecchi digitali. 

Scaricare il costo vivo del misuratore direttamente sull'utente consente di rinnovare il parco contatori senza intaccare le casse pubbliche e senza dover attendere i tempi lunghi dei piani tariffari pluriennali.

Dall'altro lato, le aziende fornitrici e le ditte incaricate dell'installazione hanno tutto l'interesse a chiudere accordi che garantiscano pagamenti certi e immediati. 

L'incasso diretto o anticipato tutela il margine d'impresa della ditta esecutrice, trasferendo l'intero onere finanziario dal fornitore e dal gestore alle famiglie del paese.

In questo quadro, il consumatore rappresenta la parte debole. 

Il cittadino pianese, già provato dai rincari dei beni primari, si troverebbe costretto a pagare di tasca propria uno strumento che non diventa di sua proprietà, ma resta un mezzo del gestore per ottimizzare le letture a distanza e contrastare le morosità.

Per fare piena luce su questa operazione e tutelare la comunità, chiediamo chiarimenti precisi: si renda pubblica la delibera o la convenzione che legittimerebbe tale spesa, si certifichi se siano stati richiesti i contributi pubblici e regionali destinati all'ammodernamento idrico prima di imporre costi ai residenti, e si spieghi con esattezza a cosa corrispondano le cifre richieste. 

Rinascita Pianese continuerà a vigilare affinché la trasparenza e la tutela dei cittadini prevalgano su qualsiasi accordo economico di comodo

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