Dalla vecchia stazione di Piana di Caiazzo ai
collegamenti con il Matese: un viaggio nella memoria ferroviaria pianese
C'è una
parte della storia di Piana di Monte Verna che corre lungo i binari
della ferrovia Alifana.
Oggi,
guardando la linea ferroviaria che attraversa il territorio pianese, è
difficile immaginare quanto fosse importante quel piccolo collegamento
ferroviario nella vita quotidiana della comunità.
Quando la stazione si chiamava Piana di Caiazzo
La stazione
di Piana di Monte Verna porta con sé una storia particolare.
Originariamente
era denominata “Piana di Caiazzo”, denominazione legata alla
collocazione storica del territorio e alla rete ferroviaria dell'epoca. La
stazione faceva parte della cosiddetta Alifana alta, la linea che
collegava Santa Maria Capua Vetere con Piedimonte d'Alife, oggi Piedimonte
Matese.
La ferrovia
Alifana nacque con l'obiettivo di mettere in comunicazione Napoli e l'area
dell'Alto Casertano e del Matese.
Il progetto
definitivo prese forma all'inizio del Novecento: nel 1900 venne concessa la
costruzione della ferrovia Napoli-Piedimonte d'Alife a una società francese. I
lavori portarono progressivamente all'apertura della linea.
Il treno arriva a Piana
Il 31
dicembre 1913 venne inaugurata la tratta Biforcazione-Caiazzo, mentre il 5
ottobre 1914 entrò in esercizio anche il tratto Caiazzo-Piedimonte d'Alife.
È in questa
fase che la ferrovia raggiunse anche il territorio di quella che oggi
conosciamo come Piana di Monte Verna.
La vecchia
Alifana aveva caratteristiche molto diverse rispetto alla ferrovia attuale.
La tratta
alta era originariamente a scartamento ridotto di 950 millimetri e
utilizzava la trazione a vapore. Il percorso attraversava diversi centri del
territorio casertano, collegando la zona di Santa Maria Capua Vetere con
Caiazzo, Alvignano, Alife e Piedimonte d'Alife.
Una ferrovia che attraversava il territorio
Il percorso
dell'Alifana rappresentava una vera e propria infrastruttura di collegamento
per le comunità dell'interno.
Da Santa
Maria Capua Vetere il treno saliva verso il territorio del Medio Volturno,
attraversando Sant'Angelo in Formis, Triflisco, Pontelatone, Piana di
Caiazzo, Caiazzo, per poi proseguire verso il Matese.
Per Piana di
Monte Verna significava avere un collegamento diretto con una rete di trasporti
che consentiva di raggiungere altri paesi e, attraverso le coincidenze, centri
più importanti.
La ferrovia
contribuiva quindi a ridurre l'isolamento dei piccoli centri.
Il treno nella vita quotidiana
Prima
dell'avvento della motorizzazione di massa, il treno rappresentava uno degli
strumenti fondamentali per muoversi.
Studenti,
lavoratori, commercianti e cittadini utilizzavano la ferrovia per gli
spostamenti quotidiani.
La stazione
diventava così un luogo di incontro.
Non era
soltanto un fabbricato con una banchina e due binari: era un punto nel quale si
incrociavano storie personali, partenze e ritorni.
Per molti
abitanti di Piana, il rumore del treno e il fischio della locomotiva facevano
parte del paesaggio quotidiano.
La guerra e la distruzione della linea
La storia
dell'Alifana fu però segnata pesantemente dalla Seconda guerra mondiale.
Nel 1943 la
ferrovia subì danni gravissimi. Secondo la ricostruzione storica dell'EAV,
quasi tutti i ponti della tratta Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese
furono distrutti e la linea venne pesantemente danneggiata.
Anche la
stazione di Piana di Monte Verna fu interessata dalle conseguenze della guerra.
Il vecchio
impianto venne successivamente ricostruito e la stazione fu spostata
leggermente più a nord rispetto alla posizione originaria.
Quello che
vediamo oggi, quindi, non corrisponde esattamente alla vecchia stazione
dell'epoca anteguerra.
La grande ricostruzione
Il
dopoguerra portò a una profonda trasformazione della ferrovia.
Non si
trattò semplicemente di riparare i binari distrutti.
Si decise di
ricostruire la tratta alta con caratteristiche completamente diverse.
Nel 1954
venne previsto il ripristino della Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese a
scartamento ordinario, mentre negli anni successivi furono progettati
interventi di ammodernamento.
Il 5
aprile 1963 venne inaugurata la nuova ferrovia.
Il nuovo
tracciato aveva pendenze più contenute, curve più ampie e caratteristiche
tecniche moderne rispetto alla vecchia linea. In parte venne realizzato anche
un nuovo percorso.
È da questa
grande ricostruzione che nasce sostanzialmente la ferrovia che conosciamo oggi.
Piana di Monte Verna e la nuova Alifana
La stazione
pianese entrò quindi nella nuova stagione della ferrovia.
Il vecchio
treno a vapore lasciava spazio alle automotrici diesel.
Cambiarono i
binari, cambió la tecnologia e cambiò anche il modo di vivere il viaggio.
Ma rimase il
valore fondamentale della linea: collegare il territorio.
La stazione
di Piana di Monte Verna si trova poco distante dal centro abitato e dispone di
due binari e di un fabbricato viaggiatori. Lo scalo merci, un tempo presente,
non è oggi utilizzato.
Una linea che ancora oggi esiste
La storia
dell'Alifana non appartiene soltanto al passato.
La tratta
alta Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese è ancora esistente e gestita
da EAV.
La stazione
di Piana di Monte Verna continua quindi a far parte della rete ferroviaria
regionale e viene servita dai treni della relazione Napoli-Piedimonte Matese.
È un aspetto
importante da ricordare perché, mentre molte vecchie ferrovie locali sono
completamente scomparse, l'Alifana alta ha conservato la propria funzione
ferroviaria.
Il contrasto tra passato e presente
Eppure basta
guardare una vecchia fotografia della ferrovia per rendersi conto di quanto sia
cambiato il mondo.
Un tempo la
stazione era un luogo animato.
Il treno
rappresentava una delle principali possibilità di spostamento e la ferrovia era
parte integrante della vita economica e sociale del territorio.
Oggi le
automobili hanno cambiato radicalmente le abitudini e molti piccoli impianti
ferroviari hanno perso parte della centralità che avevano un tempo.
Ma il binario
è ancora lì.
E con esso
rimane una parte importante della memoria di Piana di Monte Verna.
La ferrovia come memoria del paese
Raccontare
la storia dell'Alifana significa raccontare anche la storia delle persone.
Quante
generazioni di pianesi hanno aspettato quel treno?
Quanti
ragazzi lo hanno utilizzato per andare a scuola?
Quanti
lavoratori lo hanno preso al mattino?
Quanti giovani
sono partiti da quella stazione per cercare un lavoro altrove e poi sono
tornati?
Sono domande
alle quali soltanto la memoria degli abitanti può dare una risposta completa.
Perché gli
archivi raccontano date, percorsi e infrastrutture.
Le persone
raccontano invece ciò che quel treno significava davvero.
Un patrimonio da valorizzare
La stazione
di Piana di Monte Verna rappresenta oggi un piccolo patrimonio storico del
territorio.
Non soltanto
per il suo valore ferroviario, ma perché testimonia oltre un secolo di
trasformazioni.
Dalla
vecchia Piana di Caiazzo alla moderna denominazione di Piana di Monte
Verna, dal vapore al diesel, dalla ricostruzione del dopoguerra fino
all'attuale gestione EAV: più di cento anni di storia sono passati lungo quei
binari.
Per conclusione si può che:
La Ferrovia
Alifana a Piana di Monte Verna è molto più di una linea ferroviaria.
È una pagina
della storia del paese.
È il ricordo
del vecchio treno a vapore, della stazione chiamata un tempo Piana di
Caiazzo, degli anni difficili della guerra e della successiva
ricostruzione.
È la memoria
di generazioni di cittadini che hanno utilizzato la ferrovia per studiare,
lavorare, viaggiare e incontrare altre comunità.
E
soprattutto è una storia ancora viva.
Perché,
mentre il passato rimane nelle fotografie e nei racconti degli anziani, i
binari dell'Alifana continuano ancora oggi ad attraversare Piana di Monte Verna.
Forse è
proprio questo il fascino della ferrovia: unisce il passato al presente e
continua a ricordarci che ogni stazione non è soltanto un luogo da cui si parte
o a cui si arriva.
È un pezzo
della storia di una comunità.
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