Nella storia
politica recente di Piana di Monte Verna, Andrea Mongillo rappresenta
una delle figure che hanno scelto di vivere l'impegno amministrativo
soprattutto attraverso il confronto diretto con la maggioranza e con le
istituzioni locali.
Sabato 29 agosto la nostra comunità
si appresta a vivere un momento di festa e condivisione d'eccezione: la prima
edizione della Cena in Bianco, un appuntamento pensato per stare
insieme, riscoprire il piacere delle relazioni sociali e rafforzare il senso di
appartenenza al territorio.
C’è una
particolarità che rende la figura di Felice Santabarbara ancora più
interessante nella storia amministrativa di Piana di Monte Verna: la sua
esperienza alla guida del Comune appartiene alla fase di passaggio tra il
vecchio sistema di elezione del sindaco e quello introdotto dalla nuova
stagione delle elezioni dirette.
Basta
risalire di poco i tornanti che da Piana di Monte Verna conducono verso la
collina per trovarsi di fronte a uno degli scorci più suggestivi dell'intero
Alto Casertano. Caiazzo si presenta così: una cartolina impressa nella
pietra e nell'oro degli uliveti, dove l'architettura medievale si fonde con un
paesaggio che sembra dipinto.
I rimpianti
per le occasioni mancate e i rimorsi per gli errori commessi sono zavorre
emotive capaci di frenare la serenità quotidiana e condizionare la vita di
relazione. A parlarne con lucidità ed empatia ai microfoni dell'emittente
radiofonica è stata la nostra concittadina, la Dott.ssa Farina di Piana di
Monte Verna, protagonista di un apprezzato intervento dedicato alle strategie
psicologiche per pacificarsi con il passato.
La storia
della A.S.D.Rinascita Pianese è una storia che racconta molto più di una
semplice squadra di calcio. È il racconto di una comunità che ha deciso di
tornare a credere nel pallone, di costruire un progetto partendo dalle proprie
radici e di riportare entusiasmo tra gli appassionati di Piana di Monte Verna.
San Rocco di
Montpellier è universalmente noto come il protettore degli appestati, degli
emarginati, dei viandanti e degli animali da compagnia. La sua iconografia
è inconfondibile: il bastone da pellegrino, la piaga sulla gamba a
testimonianza del contagio affrontato e superato, e l'immancabile cane che, secondo
la tradizione, gli portava quotidianamente un tozzo di pane per sfamarlo
durante l'isolamento.